Il nostro territorio 

 

 

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IL BORGO

Strada San Zeno è un paese di modeste dimensioni che si trova circa a metà percorso del Rabbi, là dove il letto del fiume si allarga in una piccola valle adagiata fra monti che la racchiudono a corona.
Dopo i cospicui rimboschimenti degli anni ‘60 e ‘70 i versanti collinari digradanti verso il fondovalle sono ricchi di vegetazione, ma solo qualche decennio addietro erano brulli, se non addirittura spogli, e ogni lembo di terra emergente dall’aspro suolo era intensamente coltivato dai coloni che abitavano i numerosi casolari sparsi nel territorio della frazione.
Attualmente gli abitanti residenti nel paese sono quasi tutti concentrati nel borgo e sono circa 250.
L’aspetto del borgo è caratterizzato dalla nuova Chiesa costruita nel 1980, contraddistinta dal porticato che protegge l’ingresso e dalla cupola ottagonale.
Grazie alla generosità degli abitanti, nel 1991 alla chiesa è stato affiancato un bel campanile, slanciato nelle dimensioni e di proporzioni essenziali, che decisamente migliora e valorizza la prospettiva.
La semplicità del complesso, la mancanza nella struttura di un qualsiasi accenno al monumentale, l’immagine sobria e senza eccessi dell’insieme, pur se originale e moderna, inseriscono perfettamente la Chiesa nella realtà ambientale circostante, imprimendogli un forte carattere e un aspetto accogliente.


 Il CASTELLO
 
San Zeno presenta proprio di fronte al villaggio, in direzione sud ovest, una torre che lo sovrasta che comunemente dagli abitanti viene chiamata torre di Mont’Erno.
La prima notizia documentata della torre ci è fornita da una pergamena camaldolese del 1239, nella quale è citato un Castrum Sancti Zenoni situato nella sommità di Monte Erno, da dove dominava e controlla va la valle mediana del fiume Rabbi.
Al tempo della pergamena il castello era posto sotto l’autorità del Monastero di San Benedetto in Alpe. Nei dintorni la più famosa e potente era senz’altro l’Abbazia di S. Ellero e strano sembra il fatto che quest’ultima non controllasse il nostro castello ad essa assai prossimo; da un documento del 1439 l’anomalia pare sanata, dal momento che Monte Erno era divenuto un suo possedimento.
Realisticamente si può assegnargli il compito prevalente di vedetta per tutta la vallata e di avamposto per il castello di Valcapra, prossimo al nostro e fortificazione di primaria importanza nel sistema difensivo organizzato dagli Abati di Sant’Ellero, infatti in età medievale i castelli costruiti sulle colline dell’ Appennino romagnolo furono numerosi, a dimostrazione che in quei secoli bui la popolazione qui trovò rifugio sicuro e condizioni di vita accettabili.
 La posizione del castello è straordinaria. Giunti in cima al poggio su cui si innalza l’antica torre, pare di essere assisi su un balcone dal quale è possibile ammirare tutto il panorama e l’occhio può spaziare a trecentosessanta gradi nella vallata. Il paesaggio si offre pieno di contrasti ed accarezza lo sguardo con contorni ora aspri, ora morbidi dai quali, senz’altro, deriva il carattere degli abitanti.
Da lassù si identificano o si intuiscono i siti in cui sorsero gli altri castelli che formarono il sistema difensivo organizzato nella vallata di San Zeno: Valcapra alle spalle, Orsarola di fronte e, a chiude re la valle verso il piano, Buffalano a sinistra e Pietrafitta a destra del letto del fiume.

Del castello rimangono dei ruderi, alcuni tratti della base del muro di cinta, che doveva essere massiccio, e la torre ultimamente restaurata dai fratelli Bonavita,all'interno della quale è stato realizzato un piccolo "Museo della Civiltà Contadina" di cui sotto potete vedere alcune foto



E' possibile VISITARE LA TORRE DI MONT'ERNO su prenotazione chiamando il numero 3291310375.

 

LA VECCHIA PIEVE DI SAN ZENONE

Altra testimonianza storica molto importante di San Zeno è la vecchia Pieve di San Zenone, che si trova pochi centinaia di metri dal cimitero della frazione poco sopra a Via San Zenone.
La data di fondazione della ex Pieve di San Zenone è incerta. L’unica e approssimativa citata un paio di volte è il Trecento, intesa come quarto secolo del secondo millennio. La prima annotazione che fa riferimento a questa data è riporta da Don Mercati, il quale nelle “Notizie del Benefizio Parrocchiale di San Zenone in San Zeno”, conservate presso L’Archivio Diocesano di San Sepolcro, Sezione Parrocchie, Busta N. 8: San Zeno — Selvapiana - Spescia, definisce appunto la nostra chiesa “Datata al Trecento o anteriore — attualmente un bel ‘400”. La medesima datazione è riportata in “Idea di Galeata”, una pubblicazione di informazione turistica edita dal Comune di Galeata n 1997. A pagina 76, nelle scarne note riservate al paese ed alla chiesa, l’autore, Paolo Bolzani, definisce San Zenone di fondazione probabilmente trecentesca, ma entrambi i riferimenti non specificano quali siano le fonti e le argomentazioni che fanno risalire a quel periodo le loro valutazioni. Certo è che per lungo tempo nello sviluppo sociale del comunello la chiesa ha mantenuto intatta la propria autorità, continuando ad esercitare insieme al culto ed alla carità cristiana anche la funzione di controllo del territorio e della popolazione, specie dopo il Concilio di Trento demandato ai parroci attraverso la compilazione dei libri parrocchiali, primo esempio di anagrafe capillare, anche se limitata alle tappe fondamentali del percorso religioso e spirituale di ogni individuo.
Attualmente presenta una facciata tripartita  che è frutto dei lavori di restauro del 1925, dovuti alla volontà di Don Mercati, il quale li pose in atto per riparare i danni provocati dai gravi terremoti degli anni precedenti. All’impegno dell’Arciprete si deve pure la realizzazione del coro a pianta pentagonale, con il che fu modificata in notevole misura la dimensione dell’interno.
La facciata è in discrete condizioni, così come il campanile di recente costruzione, anno 1891, che di tutta la struttura è la parte meglio conservata. In precario stato invece sono i muri laterali e  la sacrestia di cui rimane solo un muro.

Attualmente il fabbricato è fortemente compromesso a causa di quarant’anni di abbandono e incuria, ma è comunque possibile visitarlo dall’esterno.
La Pro Loco San Zeno, conscia dell’importanza di questo sito, già da diverso tempo si è attivata per salvaguardarlo, e proprio in quest’ottica, in collaborazione con il Gruppo Alpini “Dino Bertini” di Santa Sofia negli anni 2011 e 2012 sono state realizzate due giornate di lavoro volontario per ripulirlo.

 

(Altre foto relative all'esercitazione cliccando qui)

L’obiettivo finale è quello di mettere in sicurezza l’intero sito, per renderlo visitabile, e stiamo lavorando per farlo anche se le difficoltà non sono poche.

(Nozioni storiche tratte da "Villa Strada e San Zenone" di Luciano Guerri)




L'ALVEO FLUVIALE

Strada San Zeno presenta un gradevole alveo fluviale con diverse aree di sosta, di cui due dotate di barbecue in sasso e tavolini, spesso frequentate da famiglie e giovani.
Gli accessi principali alla pista costeggiante il fiume (ottima anche per escursioni a piedi o in bici) sono due, uno in prossimità del ponte centrale della Frazione sulla strada Provinciale, e uno percorredo la Provinciale in direzione Predappio, rimane a circa un chilometro dopo l'abitato sulla destra.



Foto aeree del nostro territorio

 

 

 


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